Nel 2026, a ottant’anni dalla nascita della Repubblica Italiana, il Roma Pride torna a parlare di libertà, uguaglianza, dignità e autodeterminazione. Valori fondativi della Costituzione, nata dalla Resistenza e dalla lotta antifascista, oggi più che mai necessari per difendere i diritti di tuttə, in particolare delle persone LGBTQIA+.
La Costituzione non è solo un documento scritto: è uno strumento vivo di protezione dei diritti e di costruzione di una società più giusta e plurale.
Il tema di quest’anno afferma che la Repubblica non è un concetto astratto, ma uno spazio vissuto quotidianamente da chi lavora, ama, studia, migra, cresce figli e si prende cura: “La Repubblica è di chi la abita”.
Uno slogan che parla di presenza, appartenenza e riconoscimento: la Repubblica appartiene a chi la vive, la costruisce e la rende concreta ogni giorno.
I diritti non si concedono, si riconoscono, e devono essere garantiti a tuttə senza esclusioni.
In un contesto segnato da derive autoritarie e attacchi ai diritti delle persone LGBTQIA+, il Roma Pride diventa uno spazio di resistenza, proposta e visione. È la riaffermazione che una società aperta, plurale, laica e intersezionale è possibile, e che le differenze sono una ricchezza per la democrazia.
Quest’anno siamo particolarmente orgoglios3 del manifesto ufficiale, realizzato da Ellekappa, una delle voci più riconoscibili della satira e della cultura italiana. Ringraziamo Ellekappa per aver messo la sua arte, creatività e visione al servizio della comunità LGBTQIA+. Il suo contributo non è solo artistico: è un gesto politico, culturale e di alleanza, che ci ricorda che libertà, dignità e diritti vanno difesi insieme.
Ci vediamo in piazza il 20 giugno.
Ellekappa
Ellekappa, pseudonimo di Laura Pellegrini, è una delle più importanti vignettiste e satiriche italiane
contemporanee. Nata a Roma nel 1955, ha attraversato oltre quarant’anni di storia politica, sociale e
culturale italiana attraverso il linguaggio della vignetta, diventando un punto di riferimento della satira
progressista e dell’illustrazione d’opinione.
La sua attività prende forma negli anni Settanta e Ottanta, in un contesto attraversato dai movimenti
femministi, pacifisti e della sinistra extraparlamentare. Nel tempo ha collaborato con alcune delle più
importanti testate italiane, tra cui il manifesto, la Repubblica, Linus, Cuore e l’Unità, imponendo uno stile
immediatamente riconoscibile: disegno essenziale, battuta fulminante, ironia tagliente e grande capacità di
sintesi politica.
L’opera di Ellekappa ha avuto un ruolo centrale nella cultura italiana perché ha trasformato la vignetta
satirica in uno strumento di lettura critica della contemporaneità. Le sue tavole hanno raccontato i
mutamenti del Paese: la crisi della politica, i diritti civili, il femminismo, il lavoro, il razzismo, le guerre,
la precarietà, le disuguaglianze sociali e il linguaggio del potere. Attraverso poche linee e frasi brevi, è
riuscita a intercettare sentimenti collettivi e contraddizioni profonde della società italiana.
Particolarmente importante è stato il suo contributo alla rappresentazione dello sguardo femminile nella
satira, un ambito storicamente dominato dagli uomini. Ellekappa ha portato nella cultura italiana una
voce ironica ma radicale, capace di parlare di patriarcato, libertà, corpo, discriminazioni e diritti senza mai
rinunciare alla leggerezza del linguaggio satirico. In questo senso è diventata anche una figura simbolica per
diverse generazioni di artiste, illustratrici e attiviste.
La sua produzione ha inoltre contribuito a mantenere viva in Italia una tradizione di satira politica libera e
indipendente, in continuità con esperienze culturali fondamentali del Novecento. Le sue vignette non sono
soltanto commenti all’attualità, ma vere e proprie fotografie morali del Paese, capaci di condensare in
un’immagine il clima politico e sociale di un’epoca.
Per questo Ellekappa è considerata oggi non soltanto una disegnatrice, ma una figura centrale della cultura
critica italiana contemporanea.
La vignetta realizzata da Ellekappa per il Roma Pride 2026 rappresenta l’idea che la Repubblica e
la Costituzione appartengano davvero a tutte le persone che vivono, attraversano e costruiscono
quotidianamente il Paese, comprese le persone LGBTQIA+.
Nel manifesto, il linguaggio ironico e immediato tipico di Ellekappa diventa uno strumento politico: la vignetta
trasforma i simboli della Repubblica in simboli inclusivi, opponendosi all’idea di una cittadinanza “a misura
di pochi”. Il messaggio è che i diritti non possono essere selettivi né concessi solo a chi rientra in modelli
tradizionali di famiglia, identità o appartenenza.
L’opera richiama anche la tradizione antifascista e democratica della Costituzione italiana, sottolineando
come libertà, uguaglianza e autodeterminazione siano valori che devono valere per tuttə. In questo senso
la vignetta non è soltanto un manifesto del Pride, ma una presa di posizione culturale contro esclusione,
discriminazione e regressione dei diritti civili.
La forza del manifesto sta proprio nella semplicità del segno di Ellekappa: un’immagine apparentemente
leggera che riesce però a condensare un messaggio molto netto — la Repubblica è di chi la abita, non di chi
decide chi merita diritti e chi no.





