Roberta Cowell

1918-2011

Wall of Pride - Roberta Cowel

1918-2011

Marlène Dietrich has been described by Kenneth Tynan as having sex, but no particular gender. She is a good example of the type of woman who is feminine enough to be attractive to men, but still has a touch of masculinity that women sense, and like.

L’eccezionale avventura di Roberta Cowell raccontata da lei stessa” era il titolo di copertina di Oggi il 13 aprile 1954. In foto, il primo piano di una bionda algida e imponente, maglia nera e al collo doppio giro di perle. Ma quale era l’eccezionale avventura di questa donna, in visita in Italia, che meritava la copertina di un rotocalco?

Roberta era una donna transessuale, dicono sia stata la prima, nel 1951 ad essersi sottoposta all’intervento di riassegnazione chirurgica nel Regno Unito, sicuramente la prima sulla copertina di un rotocalco italiano. Soprattutto, prima di diventare Roberta, un passato di grande onore per l’aspettativa di genere maschile: erede di una famiglia in vista, ingegnere, militare, pilota dell’Aviazione inglese ed eroe di guerra, pilota di auto da corsa e campione dopo la guerra. E anche marito e padre.

Aveva un carattere indomito Roberta, sin da piccolo, quando immaginava modi probabili e improbabili per raggiungere i suoi obiettivi, come quando si mascherava da meccanico per intrufolarsi nelle gare di automobilismo e conoscere la tecnica delle auto da corsa da vicino, diventandone poi pilota; oppure quando, nell’ottobre del 44, subì la cattura da parte dei tedeschi e la prigionia in un campo di concentramento, dove passava il tempo insegnando ai prigionieri elementi di ingegneria automobilistica. Il campo fu liberato dall’Armata Rossa la notte del 30 aprile 1945.

This incredible thing was not an overnight change. I had always known that my body had certain feminine characteristics.

La transizione fu per Roberta una vera resurrezione, coronata da un nuovo certificato di nascita, riemesso con il sesso femminile; ma, inevitabilmente in quel tempo, fu anche un duro processo al limite tra legale e illegale. Dalle sue parole spesso emerge anche una certa omofobia interiorizzata data dal timore che la sua effeminatezza, che da uomo mascherava con modi burberi e irruenti, potesse essere scambiata per omosessualità. Dopo la transizione, le sue attività imprenditoriali subirono una inevitabile battuta d’arresto. Per sopravvivere, o meglio per poter vivere con orgoglio, si sottopose ai riflettori del gossip internazionale, che pagava in soldoni interviste e biografie per raccontare al mondo le storie di personaggi considerati dei veri freak e come tali trattati.

In didascalia, Oggi scriveva:

“La settimana scorsa Roberta è stata a Roma e si è sottoposta a un intervento di plastica facciale per eliminare le rughe del volto e cancellare i segni di una cicatrice sotto il mento. I medici, interrogati in proposito, hanno escluso che Roberta, la quale fu due volte padre come uomo, possa avere figli come donna. Prima della sua definitiva trasformazione, Roberta visse come un uomo normale e fu tecnico di meccanica, corridore d’automobile e pilota d’aviazione”.

Questo è come venivano raccontate le donne transessuali.

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