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Documento politico

Adesso fuori i diritti!

 

Documento Politico

Roma Pride 2014

 

IL NOSTRO PRIDE

 

Da vent’anni sfidiamo i pregiudizi a viso aperto

Da vent’anni, il Pride di Roma è l’espressione della rivoluzione pacifica che vede unite le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali (LGBTQI) e tutte/i coloro che credono in un mondo più giusto e più equo nel garantire diritti e opportunità.

Con il Roma Pride 2014 vogliamo lanciare ancora una volta un segnale di riscossa e di emancipazione a Roma e al Paese per ribadire l’inderogabile richiesta della piena cittadinanza e della parità che intendiamo conquistarci nello spirito di Stonewall.

Affermando “Adesso fuori i diritti” il Roma Pride 2014 lancia il suo guanto di sfida alla politica che non mantiene gli impegni e non si dimostra capace di tenere il passo dei cambiamenti sociali. La determinazione con cui pretendiamo risposte immediate deriva dalla profonda consapevolezza che nessun ostacolo potrà fermarci perché non sono in discussione questioni di principio o ideologiche ma sono in gioco le nostre vite e la nostra felicità!

La nostra lotta di liberazione ripudia ogni forma di sopruso, autoritarismo e totalitarismo e proclama come fondativi della società democratica i valori costituzionali dell’uguaglianza, della libertà, dell’antifascismo, dell’antisessismo e dell’antirazzismo.

Ci vediamo fuori

Perché questo vuol dire rivendicare con orgoglio la propria identità, ogni giorno. Significa affermare con fierezza il valore della diversità come risorsa per l’intera collettività, liberarsi della paura e lottare contro ogni forma di pregiudizio e di sopruso.

Ognuna e ognuno di noi sa perfettamente cosa significa combattere tutti i giorni per qualcosa che dovrebbe essere scontato, per concretizzare il senso autentico della parola LIBERTÀ in ogni luogo della propria vita: a casa, sul lavoro, in piazza, nella sanità, nella scuola, nello sport.

Vent’anni di Pride

Il Pride è una rivoluzione pacifica di desideri, diritti, gioia, libertà, parità, diversità, amori, corpi, colori, vite e passioni che sfilano orgogliosamente per la città.

Il Pride è il momento di massima espressione della nostra battaglia per il riconoscimento della dignità, della parità e della libertà di vivere e amare senza subire ingerenze religiose, moralistiche e ideologiche. Nel Pride confluisce la forza di una comunità che si trova unita nell’orgoglio per quello che si è, nella rivendicazione di una reale equità, nella gioiosa visibilità individuale e collettiva.

In questi venti anni il Roma Pride è diventato un appuntamento importante della scena politica, culturale e sociale della città, perché i suoi valori e le sue battaglie sono in profonda connessione col vissuto delle persone e trovano nella Capitale, sede delle Istituzioni statali, del Vaticano e città simbolo a livello globale, un contesto ideale di rappresentazione. Il Roma Pride è e continua ad essere un potente motore di cambiamento e una ricchezza per la città e il Paese, una risorsa di cui la comunità LGBTQI va profondamente fiera.

Ognuna e ognuno di noi merita e pertanto esige riconoscimento e tutela sia per la propria individualità sia per le forme di affettività e di condivisione che desidera. Vogliamo essere libere e liberi di scegliere e di esprimere le nostre identità, con i nostri corpi e con la nostra fisicità, anche fuori dagli standard convenzionali, attraverso percorsi di autodeterminazione e di valorizzazione delle differenze che ci garantiscano strumenti adeguati alla realizzazione dei nostri progetti di vita e d’amore.

 

LA REALTÀ DEL NOSTRO PAESE

 

La crisi politica

Le Istituzioni, tuttavia, sono rimaste immobili e sorde alle nostre legittime rivendicazioni di diritti e riconoscimento, dimostrandosi ancora una volta incapaci di offrire risposte concrete alla società. Schiave di individualismi e intrecci di interessi e poteri, prone alle pressioni e alle ingerenze vaticane, vulnerabili agli attacchi di forze di dichiarata impostazione antidemocratica, esse non hanno dato seguito alle richieste che, con sempre maggiore urgenza, provengono dalla comunità LGBTQI, dalle Istituzioni europee e dalle stesse corti di giustizia italiane e internazionali.

Negli ultimi anni, mentre in tanti Paesi sono state approvate o sono in discussione leggi che disciplinano in senso egualitario il matrimonio, le adozioni, la genitorialità e altri diritti civili negati in Italia alle persone LGBTQI, il nostro Paese non ha fatto segnare alcun passo in avanti.

Le ultime elezioni avevano lasciato intravedere la possibilità di costruire una maggioranza parlamentare intorno alle questioni dei diritti delle persone LGBTQI, tuttavia le parti politiche non hanno saputo uscire da un assetto di assoluta autoreferenzialità che continua a schiacciare i temi sociali e civili sotto l’incudine dell’emergenza economica e delle larghe intese. Anche l’ennesimo cambiamento di Governo, con la nomina a Premier di Matteo Renzi, ha finora deluso le aspettative di una svolta e gli impegni presi, peraltro insufficienti, sono rimasti lettera morta. Infatti, oltre a non avere assegnato un dicastero alle Pari Opportunità, persino le politiche messe in campo nell’ambito della Strategia nazionale contro le discriminazioni basate su omofobia e transfobia hanno subito una brusca battuta d’arresto e sono state messe in forse da esponenti di Governo.

La crisi economica

In questo quadro così cupo le differenze socio-economiche rischiano di accrescersi ulteriormente, colpendo con maggiore violenza proprio le persone che godono già di minori tutele, diritti e riconoscimenti. Siamo ben consapevoli del pesante impatto che discriminazioni, esclusione e pregiudizi possono avere nel mondo del lavoro col rischio che la crisi economica e occupazionale finisca per penalizzare maggiormente quelle componenti sociali e quelle persone che, come noi, si trovano già a subire pressioni e difficoltà. Pensiamo in particolare alle persone trans, intersessuali e queer, che a causa della loro visibilità e di tutte le difficoltà legate alla incongruenza tra i documenti d’identità e l’aspetto esteriore, troppo spesso sono messe ai margini della vita sociale e lavorativa.

La crisi politica ed economica, inoltre, rafforza gli egoismi, alimenta le paure irrazionali e contribuisce, in Italia e in Europa, al crescere di forze integraliste, nazionaliste, populiste, di estrema destra, spesso venate da toni violentemente razzisti e omofobi, che individuano nelle minoranze il loro capro espiatorio propagandistico. Lo vediamo con Alba Dorata in Grecia, con la vittoria dell’estrema destra in Ungheria e anche con la sua crescita in Paesi a noi più vicini e politicamente molto influenti come la Francia. Lo vediamo inoltre con le ideologiche leggi contro le persone LGBTQI approvate in Russia e in altri Paesi dell’Europa orientale.

Gli integralismi

Proprio per questo rispondiamo con decisione alla diffusione in Italia di movimenti integralisti che, facendo leva sulle paure, sui luoghi comuni e sui pregiudizi puntano a bloccare qualsiasi avanzamento dei diritti e l’attuazione di politiche e strategie culturali di educazione alle differenze e di contrasto delle discriminazioni nelle scuole e con le istituzioni.

Gli attacchi ormai quotidiani alla libertà d’insegnamento e di opinione, la forza della propaganda che vuole imporre un modello unico di famiglia e di affettività, rischiano di farci arretrare di decenni e ripropongono i classici meccanismi di criminalizzazione del diverso già tragicamente vissuti dall’Italia e dall’Europa.

Con il Roma Pride intendiamo offrire una risposta culturale e politica a questa deriva proponendo un modello di società che rimetta al centro i bisogni e ai desideri delle persone e abbia come stella polare i valori del confronto, delle differenze, della liberazione e della democrazia.

Una miniera di passione civile e di impegno che mettiamo a disposizione di tutto il Paese e di tutta la società.

L’Europa

La crisi economica che sta attraversando l’Europa e la coincidenza del voto per il rinnovo del Parlamento europeo hanno riaperto il dibattito pubblico sul significato e il ruolo dell’UE.

Per tutte e tutti noi appare sempre più chiaro che l’appartenenza all’Unione Europea non può e non deve tradursi nelle misure di austerity che mortificano la maggioranza della popolazione, nei tagli indiscriminati alla spesa sociale e sanitaria, nello svilimento generale dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori all’interno di un modello che non garantisce partecipazione democratica. Queste misure mettono concretamente a rischio la tenuta sociale di tanti Paesi europei e ne aggravano la situazione economica, facendoci sprofondare in una spirale di crisi e alimentando la crescita di forze populiste, di estrema destra e fasciste.

Le emergenze della crisi attuale non possono essere strumentalizzate per sottrarre e restringere spazi di libertà e di cittadinanza a quei soggetti che già in un periodo “pre-crisi” ne pagavano il prezzo sociale, economico e culturale maggiore. Occorre superare la centralità di indicatori economici e finanziari come lo spread e il PIL, che non misurano il benessere, la realizzazione e la felicità delle singole persone, per inquadrarli in una prospettiva più ampia in grado di dare risposte reali a una società duramente colpita da tagli e manovre fiscali. Governo e Istituzioni non possono rimandare oltre il pieno riconoscimento di tutti i diritti e le garanzie che ci spettano.

La nostra idea di Europa si fonda pertanto sull’allargamento dei diritti civili e sociali, indipendentemente dal Paese di origine, in un’ottica di progresso e non di regressione, nel rispetto dei principi sanciti dalla Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

All’Europa dell’austerity impostaci negli ultimi anni opponiamo l’Europa dei diritti.

 

LE NOSTRE BATTAGLIE

 

Per un welfare universale

Vogliamo un welfare universale che superi radicalmente l’attuale impostazione familista e consideri sia le famiglie sia gli individui, attraverso un sostegno reale al reddito come strumento di concreta autonomia delle persone, di tutela dall’emarginazione sociale e, soprattutto per i giovani e per gli anziani, di indipendenza dalla famiglia.

Per le reti di affetti

Riconoscimento, tutela della dignità, rispetto della libertà e parità di diritti, è questo che le persone LGBTQI rivendicano con il Roma Pride. Dopo anni di vane attese, per tutte e tutti noi è giunto il momento dei fatti, senza più mediazioni, senza più rinunce, senza più tentennamenti, senza compromessi.

Per questo esigiamo leggi che guardino laicamente alla realtà plurale e multiforme delle identità, degli affetti, delle famiglie, delle figlie e dei figli: il matrimonio civile per le coppie formate da persone dello stesso sesso, su un piano di piena uguaglianza formale e sostanziale rispetto alle coppie eterosessuali, l’accesso alle adozioni e la tutela dell’omogenitorialità, il riconoscimento dei poliamori e delle relazioni aperte come differenti forme di affettività che ciascuna e ciascuno di noi può scegliere liberamente.

Per la laicità dello Stato

L’Italia merita Istituzioni e leggi improntate a un’effettiva laicità, unica ed efficace garanzia della libertà e dell’autodeterminazione delle persone nelle loro scelte esistenziali, religiose e filosofiche, e deve ripudiare, come sancito dalla Costituzione, impostazioni da Stato etico che confondono peccato con reato o illecito.

Per la lotta all’omo-lesbo-transfobia

Vogliamo vivere ed esprimere liberamente la nostra identità di genere, con legittime tutele e politiche di intervento a favore delle persone trans e intersessuali che subiscono gravi discriminazioni e abusi.

Gli atti di omofobia, lesbofobia, transfobia e femminicidio fanno registrare nuove vittime ogni giorno.

Il Roma Pride respinge un’impostazione vittimistica e punta a rappresentarci come soggetti e protagonisti delle nostre vite. Insieme possiamo costruire una società libera da ogni forma di discriminazione; le Istituzioni devono fare la loro parte con interventi legislativi, culturali, informativi e di sensibilizzazione per il contrasto di ogni forma di pregiudizio legato all’orientamento sessuale e all’identità di genere e, soprattutto, rimuovendo tutte le discriminazioni legislative che ci colpiscono rendendo lo stesso Stato potente agente di omofobia e transfobia.

Per la lotta a tutte le discriminazioni

Il Roma Pride intende costruire, insieme a tutte le forze vive del Paese, un tessuto culturale e sociale aperto e inclusivo che riconosca nelle differenze un patrimonio di ricchezza, attraverso un percorso comune a quanti subiscono gli effetti più duri di stigma, emarginazione, discriminazione e violenza: donne, migranti, diversamente abili, lavoratori precari e sfruttati, Rom, non credenti, credenti di minoranze religiose, giovani e studenti.

Insieme, coloro che credono nei valori dell’uguaglianza, della dignità umana e delle differenze possono costruire un Paese più giusto, libero, laico e democratico.

Le nostre richieste, quindi, non si limitano alla difesa di una comunità in particolare ma propongono un modello di società plurale, del dialogo e del confronto.

Particolare attenzione deve essere riservata alle persone che per caratteristiche personali, salute o condizione sociale subiscono pluridiscriminazioni e più di altre rischiano di essere marginalizzate o del tutto escluse.

Chiediamo parità di accesso all’informazione, alla formazione e alle attività della vita quotidiana in genere anche per chi, come le persone sorde, sconta il fatto di far parte di una minoranza linguistica in lotta da anni per il riconoscimento e la visibilità della propria diversità.

Per la tutela e la promozione della salute

La nostra storia ci porta ad avere una spiccata sensibilità alla tutela e alla promozione della salute sessuale. Pregiudizi e moralismi hanno impedito per troppo tempo anche per le persone eterosessuali l’attuazione di seri programmi di educazione e informazione sessuale e di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e hanno limitato l’accesso ai preservativi.

La stretta di bilancio decisa negli ultimi anni ha inoltre colpito duramente l’assistenza sanitaria rendendo urgente la necessità di riaffermare il principio che la salute è un diritto inalienabile delle persone. Non possiamo più permettere che la salute sia oggetto di tagli o ostaggio di integralisti. Rivendichiamo con forza il diritto a un’informazione corretta, non viziata da pregiudizi e moralismi, sulle malattie sessualmente trasmissibili ed esigiamo investimenti e interventi di contrasto dello stigma sociale che colpisce le persone in HIV, con una particolare attenzione alle campagne di prevenzione e di sensibilizzazione riguardo alla sieropositività e all’AIDS, nel rispetto di una sessualità libera e consapevole.

 

SIAMO INARRESTABILI

 

La risposta politica, culturale, istituzionale e mediatica alle esigenze di cambiamento del Paese è stata finora assolutamente inadeguata, se non del tutto assente. Il Roma Pride, da vent’anni simbolo ed espressione di una cultura del rispetto e dell’inclusione, offre quindi il suo bagaglio di elaborazioni, istanze e rivendicazioni come risorsa al servizio dello sviluppo e della crescita di tutta la società.

Noi non ci fermeremo perché crediamo nel valore universale delle nostre battaglie. Siamo inarrestabili.

 

Adesso fuori i diritti!

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